discarica Aprilia le polemiche ingiustificabili

Non sorprende che il PD, che si conferma sempre di piu’ il Partito delle Discariche, sia sceso in campo con i suoi pezzi da novanta del territorio: il Senatore Moscardelli, il Consigliere Forte e l’aspirante al Consiglio Regionale Antonio Terra.

Utilizzano il volano Raggi per dire che non vogliono i rifiuti di Roma, cosa che nessuno ha chiesto, neanche la stessa Raggi, però si dimenticano di chiarire all’opinione pubblica che oramai da tre anni le discariche di Latina,  ECOAMBIENTE e INDECO,   non ricevono più un chilo di rifiuto proprio grazie all’impianto TBM di RIDA.  Anzi, sembrano  rammaricarsi della chiusura di quei due gioielli del territorio e dunque non si preoccupano della loro bonifica.

Del resto sono gli stessi che parlano di chiusura del ciclo, ma poi portano i rifiuti prodotti sul territorio in discariche fuori regione perche’ nella Provincia di Latina manca una discarica di servizio.

Prima di bacchettare gli altri  dovrebbero chiedersi cosa accadrebbe sul territorio se domani le discariche che stanno fornendo “mutuo soccorso” chiudessero le porte. Altro che emergenza romana…

Viene il sospetto che in realta’ la preannunciata emergenza rifiuti sia la attesa scusa per riaprire le discariche di Latina, come prevede la sciagurata  delibera n.199 di aprile 2016.

La pubblica opinione deve sapere che, se questo accadesse, i 400 milioni di euro gia’ versati dai cittadini  per gli oneri di post gestione rimarrebbero a chi ha gestito e gestisce le discariche.

Per non parlare poi di questa voluta confusione sulla  raccolta differenziata.

E’ inaccettabile che gli esponenti della politica ne parlino senza sapere, o fingendo di non sapere, che gli impianti che trattano la raccolta differenziata producono comunque uno scarto che deve necessariamente finire in discarica o termovalorizzazione.

Anche dietro la raccolta differenziata ci sono forti interessi politici. Tra gli altri, quello delle assunzioni all’interno di quelle aziende municipalizzate o comunque  partecipate dal pubblico che troppo spesso sembrano servire piu’ che altro a dare lavoro a chi e’ giunto alla fine della propria carriera politica o a guidare i rifiuti verso gli amici di turno senza fare gare pubbliche.

Andra’ a finire che, ancora una volta, dovra’ occuparsene la magistratura.