Ma non diciamo bugie…

La giornata del 20 gennaio sarà probabilmente ricordata come “storica”.
La stampa nazionale e locale si è infatti estesamente occupata delle problematiche del settore dei rifiuti in Provincia di Latina e sono emerse, a beneficio dei cittadini, almeno tre aspetti.
Il primo aspetto è che vi sono giornali che intendono seriamente approfondire le complesse questioni di interesse pubblico che caratterizzano il ciclo dei rifiuti, e altri che invece, inconsapevolmente o meno, fanno da megafono ai “poteri forti” che, in questo settore, hanno “piazzato le tende” da decenni e non intendono levarle.
Il secondo aspetto, connesso al primo,è che le notizie diffuse da alcuni giornali in merito al rinnovo del contratto tra RIDA e il Comune di Latina erano prive di fondamento: il Comune di Latina ha cambiato idea per ragioni non di “legittimità” bensì di mera “opportunità”. Niente “irregolarità”, quindi, e niente “ultimatum”. È invece confermato che sussiste il preciso obbligo legale, anche in capo all’amministrazione, per cui le prestazioni richieste devono svolgersi nell’alveo di un idoneo titolo giuridico e, comunque, che la normativa sulla sicurezza del lavoro e dell’ambiente non è derogabile da parte dell’amministrazione.
Il terzo aspetto è che nessuna emergenza si è verificata non perché, come qualcuno poco informato ha fatto intendere, RIDA avrebbe receduto dalle proprie legittime posizioni, ma piuttosto perché il Comune di Latina ha finalmente manifestato l’intenzione di regolarizzare la propria posizione con un contratto annuale e la scrivente ha ritenuto opportuno dare all’amministrazione il tempo a tal fine strettamente necessario.
Quanto alla favola della RIDA “monopolista”, ci basta ricordare che la Regione Lazio ha ricevuto dall’Autorità della Concorrenza e del Mercato ben due segnalazioni per distorsioni del mercato dei rifiuti (la prima addirittura del 2009), tutte e due su denuncia di RIDA. Non ci dilunghiamo, poi, su tutte le volte che ci hanno dato ragione la Commissione europea, i giudici amministrativi, la magistratura penale e, sia pure obtorto collo, Ministero dell’ambiente e Regione Lazio. La “sicurezza” di RIDA viene dalla consapevolezza del proprio buon diritto, non certo da asserite posizioni di “monopolio” che non esistono, come dimostrano i fatti, e alle quali, a differenza dei “poteri forti”, non si è neppure interessati.
Se qualcosa è iniziato a cambiare nel settore dei rifiuti laziali, è bene che i cittadini lo sappiano,lo si deve non certo al chiacchiericcio inconcludente e agli interessi della politica, ma proprio a RIDA che, un po’ come Socrate, ritiene di commettere una sola “eresia”: quella di chiedere l’applicazione rigorosa delle leggi a tutti e non, come diceva Giolitti, “l’interpretazione” della legge per gli amici e la sua “applicazione” per i nemici.
E sul punto, ma questa non è una notizia, “non molliamo”.