Risposta a Simeone

Il Consigliere Giuseppe Simeone, ci tiene non solo a pronunciare un NO deciso alla discarica di La Cogna, ma chiede al Consiglio provinciale ed alla conferenza dei sindaci di Latina di prendere una posizione contro il progetto presentato dalla Paguro S.r.l.. Egli evidenzia come abbia a cuore il territorio e come voglia preservarlo da danni ambientali, le cui vittime sarebbero soprattutto i cittadini. Verrebbe da chiedersi come mai il Consigliere, sulla base di quella stessa nobile esigenza, non faccia cenno alla necessità di presentare un progetto di bonifica dei siti in Borgo Montello (LT) di Indeco e Ecoambiente, i cui impianti di smaltimento sono chiusi da tempo, e per i quali non risulta ancora partita la post- gestione.

Nel comunicato si sostiene di dover giungere ad un’autosufficienza in Ambito Provinciale, e soprattutto che la provincia di Latina non vuole servitù da Roma. Peccato che di autosufficienza la Provincia di Latina non può parlare (non disponendo di una sua discarica di servizio) e che la prima provincia a gravare altri territori della propria servitù è proprio lei (esportando i propri scarti in parte nella provincia di Frosinone ed in parte ancora più consistente fuori regione).

La responsabilità della politica non dovrebbe essere certo quella di nascondere la spazzatura sotto un tappeto (altrui), quanto piuttosto di intraprendere un discorso serio ed obiettivo sulle strategie per poter chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio ambito territoriale, con scelte consapevoli e responsabili.

Inoltre se veramente si vuole fare informazione esauriente, bisognerebbe dire ai cittadini della Provincia di Latina qual è la concreta alternativa (ad oggi) alla discarica presentata dalla Paguro: l’alternativa sono le discariche di Borgo Montello (inserite nella delibera regionale 199 del 2016, atto che il Consigliere dovrebbe conoscere bene, essendo stato sottoposto al vaglio del Consiglio Regionale).

In ultimo, va chiarito, ad onor di cronaca, che la Paguro si è limitata a presentare un’istanza di parte (rispettando le normative vigenti), su un’area non considerata come “non idonea” dal piano provinciale dei rifiuti approvato dalla Giunta Provinciale (ossia, e non è poco, il vertice esecutivo a livello provinciale).

Naturalmente, è possibile che quella di Borgo Montello, dove le distanze dai canali, dai boschi e dalle abitazioni non sembrano costituire un ostacolo insormontabile, sia considerata una collocazione “più” idonea. È sufficiente, allora, che lo si dica francamente a quegli stessi cittadini della provincia di Latina che forse, in questo momento, si sentono considerati come cittadini di serie B…

Ci auguriamo di ricevere anche noi delle risposte concrete. Finora, infatti, abbiamo dovuto solo ascoltare critiche per aver legittimamente presentato un progetto teso a realizzare una discarica che, oltre ad essere indispensabile a chiudere il ciclo dei rifiuti del territorio pontino (e non quello di Roma), ha adottato tecnologie innovative mai utilizzate per una discarica nel Lazio, alla metà del prezzo che costano le attuali discariche laziali. Forse è proprio questo lo “scandalo” di cui siamo (fieramente) colpevoli, e – a questa “strana coalizione” di destra e sinistra contro la Paguro – auguriamo allora buon lavoro!