La “scalata” di Zingaretti passa per i rifiuti del Lazio (dal Blog di Francesco Storace)

Inceneritore COlleferro

L’inceneritore di Colleferro (foto Casilina News)

Riportiamo qui le considerazioni pubblicate sul blog dell’onorevole Francesco Storace

Lo stop decretato da Zingaretti all’impianto di rifiuti di Colleferro – “riconversione” – è semplicemente un atto spregiudicato nell’ambito della strategia di conquista del Pd.

Il governatore si sta riposizionando e gioca qualunque carta anche a costo di contraddire le sue stesse scelte amministrative alla guida della regione, che sta progressivamente mollando.

È infatti da chiedersi come mai si arrivi solo ora a questo clamoroso indirizzo politico dello Zingaretti di domani sui rifiuti, mentre lo Zingaretti di oggi e di ieri (quello che era “solo” presidente della Regione Lazio) in questi cinque anni e mezzo ha fatto davvero poco.

  • Ha promesso un piano regionale e non lo ha fatto.
  • Ha promesso 10milioni di metri cubi di discariche necessarie per il ciclo dei rifiuti della sua Regione e non lo ha fatto.
  • Ha pianificato una rete di inceneritori da 220mila tonnellate l’anno e invece ora fa la giravolta e annuncia la dismissione di questa rete (di quel che ne restava) per nuovi e ancora non del tutto chiariti impianti.

Chissà, magari si è accorto, il Presidente, che c’era il rischio di spendere dei soldi invano? Troppo tardi.

Perché prima di questi annunci la Regione Lazio ha speso milioni di euro per fare un mini revamping degli impianti che oggi si vogliono dismettere.
Del resto piove sul bagnato, perché Lazio Ambiente ha perso in questi anni almeno 150milioni di euro per cui averne spesi altri in più per comprare pezzi nuovi per far funzionare un inceneritore vecchio salvo poi dismettere l’impianto non sembra comunque un bell’affare. Perché Zingaretti si comporta così?
Secondo chi se ne intende, magari cerca di solleticare i Cinque Stelle, seguendoli sui loro stessi slogan.

Ma questo “new deal” di Zingaretti sui rifiuti laziali vedrà la luce?Al massimo ci sarà qualche incarico per fare i progetti, magari anche qualche manager strapagato.

Zingaretti fa una retromarcia rispetto a tutto ciò che lui stesso ha dichiarato e contro tutto ciò su cui ha investito i soldi dei cittadini laziali. E poi, all’ultimo momento, se ne andrà. E dall’alto dei suoi nuovi incarichi nazionali potrà dire che lui aveva fatto di tutto per togliere l’immondizia da Roma ma appena se n’è andato i suoi successori non hanno fatto nulla.

Tutto questo, naturalmente, non corrisponde a nessuna logica industriale o ambientale. Nessun imprenditore butterebbe via in questo modo i propri soldi come nessun ambientalista vorrebbe vedere il proprio territorio lasciato alla più sconfortante indeterminatezza.

Ma politicamente, quella di Zingaretti è una mossa cinica, perché pur non avendo fatto nulla di ciò che lui stesso aveva promesso, se ne andrà come uno che lascia istruzioni su come risolvere il problema.
La sua fortuna più grande è che nessuno nelle opposizioni sembra saper leggere questi fatti con la giusta visione. Nessuno tra i suoi oppositori sembra contestare almeno il danno erariale per tutte quelle migliaia di tonnellate di rifiuti mandati nelle discariche fuori regione o all’estero né, tanto meno, per i milioni spesi per il revamping della Lazio Ambiente che sono stati letteralmente buttati dalla finestra con un tratto di penna.
Ma per il ciclo dei rifiuti presso la Regione Lazio si è fatto davvero poco o nulla.

Francesco Storace